Il Gesuita e L’Uroboro

uroboro

Dettaglio dell’Uroboro disegnato dal padre gesuita Athanasius Kircher sull’Obelisco realizzato per la regina Cristina di Svezia nel 1654, che riportava la seguente iscrizione: “La Grande Cristina, Iside Rinata, erige, elargisce e consacra questo obelisco su cui sono iscritti i segreti simboli dell’Egitto”, oggi presso il museo del Liceo Ginnasio “Visconti” a Roma (ex Collegio Romano della Compagnia di Gesù).

 

Nell’ottobre del 1633 giunse a Roma lo studioso ed egittologo gesuita, Athanasius Kircher, all’epoca trentaduenne. Era stato raccomandato al cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII, dall’intellettuale francese Nicolas-Claude Fabri de Peirsec, un amico personale di Tommaso Campanella (che era stato ospitato a casa di de Peirsec ad Aix-en-Provence dopo esser fuggito da Roma). Kircher fu chiamato ad insegnare nel Collegio Romano matematica, astronomia e l’ebraico. Avrebbe conosciuto in quegli anni Gian Lorenzo Bernini e collaborato con l’artista ad alcuni progetti architettonici, tra i quali la realizzazione del complesso scultoreo della fontana di piazza Navona, caratterizzati dall’esaltazione di diversi antichi obelischi egizi.

 

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