ASTRONOMICAL INTERPRETATION OF WIZARD’S HAT

The Wizard Gandalf of The Lord of the Ring by  J.R.R. Tolkien

The Wizard Gandalf of The Lord of the Ring by J.R.R. Tolkien

Wizards are often represented with a high, pointed hat and, sometimes decorated with stars and planets. Georges Ivanovič Gurdjieff, in his Scenario of the Ballet “The Struggle of the Magicians”, describes wizard’s dressing and, specifically, his hat:

“The Magician takes off his garment, receives some unguent from one of his pupils, smears it over his body, resumes his garment and over his usual dress puts on a robe withvery wide sleeves. The robe is bordered all round with the signs of the Zodiac; on the back is embroidered the symbol of the pentagram, on the breast a skull and crossbones. On his head he places a high pointed head-dress embroidered with large and small stars.”

In the episode “The Sorcerer’s Apprentice” by Paul Dukas, based on Goethe’s 1797 poem “Der Zauberlehrling” of the movie “Fantasia” by Walt Disney, Mickey Mouse, young apprentice of the sorcerer Yen Sid, wears precisely the hat as described by Gurdjieff.

“The Sorcerer's Apprentice”  by Walt Disney

“The Sorcerer’s Apprentice” by Walt Disney

The encounter, one more time, happened “by chance” at Neues Museum (world-renowned for Egyptian Nefertiti bust) in Berlin, Germany. At Ground Floor of the museum, I bumped into a glass case containing the Berliner GoldenHut, the Berlin Gold Hat.

 

Berlin Gold Hat - Neues Museum - Berlin

Berlin Gold Hat – Neues Museum – Berlin

The Berlin Gold hat is a very specific and rare type of archaeological artifact from Bronze Age Europe. So far, four such objects (“cone-shaped gold hats of the Schifferstadt type”) are known. The objects are made of thin sheet gold and were attached externally to long conical and brimmed headdresses which were probably made of some organic material and served to stabilise the external gold leaf. The following Golden Hats are known:

  • Golden Hat of Schifferstadt, found in 1835 at Schifferstadt near Speyer, circa 1400–1300 BC;
  • Avanton Gold Cone, incomplete, found at Avanton near Poitiers in 1844, circa 1000–900 BC;
  • Golden Cone of Ezelsdorf, found near Nuremberg in 1953, circa 1000–900 BC;
  • Berlin Gold Hat, found probably in Swabia or Switzerland, circa 1000–800 BC.

 

The four Golden Hats

The four Golden Hats

The Golden Hats served as religious insignia for the deities or priests of a sun cult then widespread in Central Europe. Wilfried Menghin, in his “Acta Praehistorica et Archaeologica”, verified that the ornamentation of the gold leaf cones of the Schifferstadt type, to which the Berlin example belongs, represent a lunisolar calendar. The object would have permitted the determination of dates or periods in both lunar and solar calendars.

Luni-Solar Calendar on Berlin Gold Hat

Luni-Solar Calendar on Berlin Gold Hat

The functions discovered so far would permit the counting of temporal units of up 57 months. A simple multiplication of such values would also permit the calculation of longer periods, e.g. metonic cycles. Each symbol, or each ring of a symbol, represents a single day.

 

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IL SIGNIFICATO ASTRONOMICO DEL CAPPELLO A PUNTA DEI MAGHI

Il Mago Gendalf de "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien

Il Mago Gandalf de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien

I maghi sono spesso rappresentati con lunghi cappelli a punta, e, alcune volte, ornati con motivi astronomici. Georges Ivanovič Gurdjieff, nel suo “La Lotta dei Maghi”, descrive la vestizione del mago e, in particolare, il dettaglio del cappello:

Il Mago si toglie i suoi vestiti, riceve degli unguenti da uno dei suoi studenti, se lo spalma sul corpo, si rimette i vestiti e sopra i suoi abituali vestiti indossa una toga con lunghi lembi. La toga è tutta bordata con i segni dello Zodiaco; nella parte posteriore è ricamato il simbolo del pentacolo, e sul petto un teschio e ossa incrociate. Sulla testa pone un alto cappello a punta ricamato con stelle di diverse dimensioni.”

Nell’episodio “L’apprendista Stregone” di Paul Dukas, basato sull’omonima ballata del 1797 di Goethe, del film di Walt Disney, “Fantasia”, Topolino, giovane apprendista dello stregone Yen Sid, indossa proprio il cappello descritto nel copione del balletto di Gurdjieff.

L'Apprendista Stregone di Walt Disney

L’Apprendista Stregone di Walt Disney

Questa volta l’incontro avvenne, ‘per caso’, nel 2012, al Neues Museum di Berlino (il museo famoso nel mondo per il busto di Nefertiti). Al Piano Terra del Museo mi imbattei in una teca contenente il cosiddetto Berliner GoldenHut.

Il Cappello d'Oro al Neues Museum di Berlino

Il Cappello d’Oro al Neues Museum di Berlino

Il Cappello d’oro di Berlino (Berliner Goldhut in tedesco) è un manufatto risalente alla tarda Età del Bronzo (tra il 1000 a.C. e 800 a.C. circa) realizzato in una sottile lamina d’oro. Il Cappello d’oro di Berlino è quello che si è meglio conservato rispetto ai quattro “Cappelli d’Oro” rinvenuti in Europa e risalenti, più o meno, tutti alla stessa epoca. Degli altri tre, due sono stati rinvenuti in Germania e uno in Francia. Tutti e quattro sono stati rinvenuti tra il XIX e XX secolo.

I Cappelli d'Oro

I Cappelli d’Oro

Wilfried Menghin, nel suo trattato “Acta Praehistorica et Archaeologica”, ipotizza che tali oggetti abbiano avuto funzioni calendariali-astronomiche. Lo studioso sostiene che i simboli rappresentano un calendario lunisolare che consentirebbe di ottenere delle date sia nel calendario solare che in quello lunare.

Lo studio del Calendario Luni-Solare sul Cappello d'oro di Berlino

Lo studio del Calendario Luni-Solare sul Cappello d’oro di Berlino

Dal momento che una esatta conoscenza dell’anno era di particolare interesse per la determinazione di eventi religiosi importanti come ad esempio il solstizio d’estate o d’inverno, le conoscenze astronomiche raffigurate sui Cappelli d’Oro erano di alto valore nella società arcaica. Le relazioni scoperte finora permetterebbero il conteggio di unità temporali fino a 57 mesi. Una semplice moltiplicazione di tali valori permetteva anche il calcolo di periodi più lunghi, ad esempio i cicli metonici. Ogni simbolo, o ogni anello di un simbolo, rappresenta un solo giorno. Oltre a questi ornamenti ci sono varie fasce composte da un diverso numero di anelli che rappresentavano i giorni che dovevano essere aggiunti i sottratti al periodo in questione.

THE SOLAR SASH OF THE KINGS

The Balteus, the standard belt worn by the Roman legionary, used to tuck clothing into or to hold weapons, is one of the typical ornaments of kings, dignitaries and winners. Why has this accessory become a symbol of greatness?

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One more time, I’ll try to give an astronomical-astrological explanation of this symbol. The Sun, King of Gods in ancient Tradition, goes from East to West, during the day, and, like the planets, moves around the Zodiac. In fact, the Sun does not wander all over the sky but is confined to a narrow strip, dividing it in half. Stars along that strip (the ecliptic) are traditionally divided into the 12 constellations. The ecliptic plane is tilted 23.5° with respect to the plane of the celestial equator since the Earth’s spin axis is tilted 23.5° with respect to its orbit around the Sun. The name, related to “zoo,” comes because most of these constellations are named for animals–Leo the lion, Aries the ram, Scorpio the scorpion, Cancer the crab, Pisces the fish, Capricorn the goat and Taurus the bull.

Il percorso del Sole e dei segni zodiacali lungo l'eclittica solare inclinata

The path of the Sun and Zodiacal Signs along the tilted ecliptic

The Zodiacal Belt was often depicted on handicrafts and on clothes in order to symbolize the relationship between the man wearing it and the Sun, and to link him with it. Nowadays it is still possible to see an example at Vatican Museum, in Rome: the Helios Chiaramonti.

Helios Chiaramonti - Musei Vaticani - Roma

Helios Chiaramonti – Vatican Museum – Rome

Helios, the Sun God, is wearing a Zodiacal Balteus, with the Zodiacal Signs, from the right shoulder to the left hip and represents the Sun and its bound path along the ecliptic.

LA FASCIA SOLARE DEI RE

Il Balteo, la fascia pendente dalla spalla destra verso il fianco sinistro, che orna la divisa di re, di dignitari e di vincitori di competizioni, originariamente era una cintura di cuoio alla quale i soldati romani appendevano la propria spada. Perchè tale accessorio è diventato una dei simboli di eccellenza?

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È possibile, ancora una volta, ritrovare una lettura astronomico-astrologica a tale simbolo.

Il Sole, massima espressione della divinità nelle antiche tradizioni, si muove durate il giorno lungo l’eclittica, da Est ad Ovest, un percorso ad arco, inclinato di 24° rispetto all’orizzonte. Di notte, lungo lo stesso arco scorrono le costellazioni dello Zodiaco.

Il percorso del Sole e dei segni zodiacali lungo l'eclittica solare inclinata

Il percorso del Sole e dei segni zodiacali lungo l’eclittica solare inclinata

Lo Zodiaco quella parte del cielo che si estende secondo il pensiero degli antichi per una larghezza di 12° ai due lati dell’eclittica, cioè dell’orbita solare, ed ha di conseguenza una inclinazione di 24° rispetto all’equatore celeste. Zodiaco significa “esseri viventi” raggruppati in costellazioni.

Il motivo dello Zodiaco fu raffigurato nell’arte anche su oggetti d’uso comune e sulle vesti, per simboleggiare il rapporto tra colui che lo portava sulla sua persona ed il cosmo e per associarlo, in analogia, con il Sole. Ai Musei Vaticani è possibile ammirare uno splendido torso in marmo, l’Helios Chiaramonti.

Helios Chiaramonti - Musei Vaticani - Roma

Helios Chiaramonti – Musei Vaticani – Roma

In questa opera, il dio Sole è cinto da un balteo, la larga fascia inclinata, passante sulla spalla destra e sul petto, decorata con i segni zodiacali, chiara rappresentazione del cammino del Sole lungo la fascia inclinata dello Zodiaco.